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Guida · per chi consuma

Energia reattiva in fattura: quando si paga e come si evita

L’energia reattiva non produce effetti utili e aumenta le perdite della rete. Per questo le imprese in media tensione, e quelle in bassa tensione sopra i 16,5 kW, pagano dei corrispettivi quando ne prelevano troppa nelle fasce orarie F1 e F2 o quando ne immettono in rete nella fascia F3. Si evitano con un impianto rifasato bene; quelli non dovuti si trovano controllando la fattura.

La squadra di EKA · aggiornata al 12 ottobre 2026 · si rilegge ogni tre mesi

Che cos’è l’energia reattiva, e che cosa vuol dire cos φ

Per ARERA, l’autorità per l’energia, la reattiva è «un’energia accessoria per il funzionamento degli apparecchi elettrici che non produce effetti utili e aumenta le perdite di rete». Il contatore la misura a parte, in kvarh; l’energia attiva si misura in kWh.

Il rapporto fra le due si legge nel fattore di potenza, detto anche cos φ (si legge «coseno di fi», e nelle ricerche si scrive spesso «cos fi»). Più reattiva c’è rispetto all’attiva, più il numero scende: con la reattiva pari al 33% dell’attiva il cos φ vale 0,95; al 75%, vale 0,8.

I corrispettivi coprono due costi che la reattiva provoca a chi gestisce la rete: le perdite e la realizzazione della rete stessa.

Chi paga i corrispettivi (le «penali»)

Si chiamano spesso «penali», ma nella normativa sono corrispettivi per energia reattiva. Li fissa ARERA nel TIT, il testo integrato delle tariffe di distribuzione per il periodo 2024–2027 (articoli 31–34), e li applica il distributore, la società della rete locale a cui è collegato il tuo punto.

  • Li paghi se sei un cliente non domestico in media tensione, oppure in bassa tensione con una potenza disponibile sopra i 16,5 kW. La potenza disponibile è la massima che puoi prelevare senza che la fornitura si interrompa.
  • Non li paghi se la fornitura è domestica, o se è in bassa tensione fino a 16,5 kW.

Oltre al costo ci sono dei limiti tecnici: il fattore di potenza non deve scendere sotto 0,9 nel momento di massimo carico in F1 e F2, né sotto 0,7 come media del mese, e un cliente non deve immettere reattiva in rete. Se non li rispetti, il distributore può chiedere di adeguare l’impianto, «pena la sospensione del servizio».

Quando scattano: le soglie, fascia per fascia

Il conto si fa ogni mese, per ciascuna fascia oraria.

QuandoChe cosa si paga
F1da lunedì a venerdì, dalle 8 alle 19la reattiva prelevata oltre il 33% dell’energia attiva (cos φ sotto 0,95)
F2da lunedì a venerdì, dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23; sabato, dalle 7 alle 23come in F1
F3notte, dalle 23 alle 7; domenica e festivi, tutto il giornotutta la reattiva immessa in rete, dal primo kvarh

Le festività nazionali sono escluse da F1 e F2. La reattiva immessa in F3 si paga dal 1° aprile 2023 (deliberazione 232/2022/R/eel). Dal 2024 il corrispettivo è uno solo per livello di tensione, senza scaglioni e senza franchigie (deliberazione 616/2023/R/eel). Per il 2026 vale 0,377 centesimi di euro per kvarh in media tensione e 1,088 centesimi in bassa tensione, sia sulla reattiva prelevata oltre la soglia sia su quella immessa (Tabella 5 del TIT, deliberazione 575/2025/R/eel). ARERA lo aggiorna ogni anno.

Due eccezioni. Il distributore, su indicazione del gestore della rete di trasmissione nazionale, può concordare con te soglie diverse, per necessità locali della rete. E in bassa tensione la reattiva immessa non si paga se il contatore non è in grado di registrarla per fascia.

Dove la trovi in fattura

Per le forniture in bassa tensione, dal 1° luglio 2025 la forma della fattura la stabilisce la deliberazione ARERA 315/2024/R/com. Se la potenza disponibile supera i 16,5 kW:

  • nello scontrino dell’energia, il riepilogo dei costi, dentro la quota per consumi compare una riga apposita quando le soglie sono superate: i kvarh, il prezzo medio in euro per kvarh e l’importo;
  • negli elementi di dettaglio, il documento con ogni voce e il suo prezzo unitario, c’è la quota energia reattiva;
  • fra letture e consumi trovi la reattiva fatturata e il rapporto fra reattiva e attiva; e, mese per mese, il fattore di potenza effettivo, anche nei mesi in cui la reattiva non si paga.

ARERA ha voluto il fattore di potenza mese per mese in fattura «come strumento informativo utile al miglioramento dell’efficienza energetica». In media tensione la deliberazione 315/2024/R/com non si applica. Il resto della fattura lo spieghiamo nella guida alla fattura dell’energia di un’impresa.

Come si evitano: rifasare, ma non troppo

La reattiva si riduce, o si annulla, sul posto con il rifasamento: per ARERA, «particolari accorgimenti impiantistici (condensatori di rifasamento)». È un intervento tecnico sull’impianto elettrico, da affidare a un tecnico.

Il rischio opposto è un rifasamento collegato quando non serve: la reattiva può finire in rete, e in F3 si paga tutta. Per ridurla ARERA indica come azione tipica «la disconnessione di sistemi di rifasamento quando non necessari».

Ogni mese, in fattura:

  • guarda il rapporto fra reattiva e attiva: in F1 e F2 la soglia è il 33%;
  • guarda se c’è reattiva immessa in F3: lì non c’è soglia;
  • controlla che il corrispettivo sia quello dell’anno e del tuo livello di tensione, e che la soglia sia quella del TIT, se non ne hai concordata una diversa con il distributore.

Come ti aiutiamo noi

Ricalcoliamo ogni fattura voce per voce con Calibra, il nostro software, con la norma accanto. Se un corrispettivo non torna, raccogliamo la documentazione e lo contestiamo al fornitore. Nel servizio per chi consuma seguiamo anche i contratti e le potenze dei tuoi punti. Il rifasamento, invece, non lo progettiamo e non lo installiamo: è il lavoro del tecnico del tuo impianto.

Il primo passo

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