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Guida · per chi consuma

Imprese energivore: chi sono e quali agevolazioni hanno?

Sono le imprese che consumano almeno 1 GWh (un milione di kWh) di elettricità l’anno e, di norma, lavorano in settori indicati dalle linee guida europee: pagano solo una parte degli oneri di sistema che finanziano le rinnovabili. Per averla ci si iscrive ogni anno all’elenco della Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA): per il 2027, entro il 16 novembre 2026.

La squadra di EKA · aggiornata al 5 ottobre 2026 · si rilegge ogni tre mesi

Chi è un’impresa energivora, dal 2024

Dal 1° gennaio 2024 la normativa è l’articolo 3 del decreto-legge 131 del 2023, che ha adeguato le agevolazioni alle linee guida europee del 2022 sugli aiuti di Stato per il clima, l’ambiente e l’energia (in sigla CEEAG). Il decreto ministeriale del 21 dicembre 2017 vale ormai solo fino al 2023.

Servono almeno 1 GWh di consumo elettrico nell’anno prima della domanda e almeno una di queste condizioni:

  • lavorare in un settore ad alto rischio di rilocalizzazione, fra quelli elencati nell’allegato 1 delle linee guida europee;
  • lavorare in un settore a rischio di rilocalizzazione, nello stesso allegato;
  • non essere in quei settori, ma avere avuto le agevolazioni del decreto del 2017 nel 2022 o nel 2023.

Ne restano fuori le imprese in difficoltà, come le definisce la Commissione europea.

Quanto paga degli oneri di sistema

L’agevolazione riguarda la parte degli oneri generali del sistema elettrico che sostiene le fonti rinnovabili. L’impresa ne paga solo una quota, secondo la sua classe; il valore aggiunto lordo si calcola come media di tre anni.

L’impresaPaga il valore più basso fra
In un settore ad alto rischio di rilocalizzazioneil 15% della quota di oneri che finanzia le rinnovabili e lo 0,5% del valore aggiunto lordo
In un settore a rischio di rilocalizzazioneil 25% e l’1% del valore aggiunto lordo. Scende al 15% e allo 0,5% se copre almeno metà dei consumi con energia che non emette carbonio, con una parte da contratti a termine o prodotta sul posto
Fuori da quei settori, ma agevolata nel 2022 o nel 2023il 35% e l’1,5% fino al 2026; il 55% e il 2,5% nel 2027; l’80% e il 3,5% nel 2028. Con almeno metà dei consumi coperta da energia che non emette carbonio, resta al 35% e all’1,5% fino al 2028

In ogni caso il contributo non scende sotto 0,5 €/MWh sull’energia prelevata dalla rete pubblica. Se la tua impresa è nella terza riga, il 2027 costa di più: la quota passa dal 35% al 55%.

Gli obblighi: la diagnosi e una scelta «verde»

Chi ha le agevolazioni deve fare la diagnosi energetica prevista dal decreto legislativo 102 del 2014. Il decreto del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE) del 10 luglio 2024 chiede di dichiararla quando ti iscrivi all’elenco e di trasmetterla all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile); vale anche un sistema di gestione dell’energia ISO 50001 che includa una diagnosi.

In più, per ogni anno di agevolazione, almeno una di tre strade:

  • fare gli interventi della diagnosi che si ripagano in non più di tre anni e costano non più dell’agevolazione: almeno un terzo nell’anno, il resto entro i due anni successivi;
  • coprire almeno il 30% dei consumi elettrici con energia che non emette carbonio: autoproduzione, contratti a termine con produttori da rinnovabili (la guida ai contratti con i produttori) o garanzie d’origine annullate;
  • investire almeno metà dell’agevolazione in progetti che riducono in modo sostanziale le emissioni di gas serra.

I controlli li coordina l’ENEA. Chi non rispetta gli obblighi restituisce l’agevolazione, in tutto o in parte, e non ne riceve altre finché non ha restituito.

L’elenco della CSEA: le date per il 2027

L’elenco lo forma ogni anno la CSEA, sul suo portale per gli elettrivori. Per il 2027:

  • la dichiarazione si presenta dal 30 settembre al 16 novembre 2026, entro le 23:59;
  • le imprese costituite nel 2026, o rimaste senza consumi per inattività, hanno tempo fino al 31 dicembre 2026;
  • dopo, resta solo la sessione suppletiva;
  • il contributo alle spese della CSEA è di 100 € nella sessione ordinaria e di 500 € in quella suppletiva, da versare entro 15 giorni: senza, non si entra nell’elenco, e non si rimborsa;
  • la CSEA pubblica l’elenco, diviso per classi, entro il 18 dicembre 2026.

Il portale non accetta una dichiarazione senza i requisiti. La ricevuta via PEC attesta solo l’invio: i controlli vengono dopo.

Gasivori, Energy Release, accise: tre cose diverse

Le imprese gasivore hanno un decreto loro, del 21 dicembre 2021: consumo medio di gas di almeno 1 GWh l’anno (circa 94.582 metri cubi standard) nel triennio di riferimento, in un settore elencato nel decreto. Pagano una parte degli oneri generali del gas per il risparmio energetico e le rinnovabili, devono avere una diagnosi energetica o un sistema ISO 50001, e anche il loro elenco lo forma la CSEA, anno per anno.

L’Energy Release è un’altra misura: anticipa alle imprese energivore, per tre anni, energia a 65 €/MWh, da restituire nei vent’anni successivi con nuovi impianti rinnovabili. Il decreto del MASE del 29 luglio 2025 ha confermato l’energia assegnata secondo le domande accolte dal GSE (Gestore dei servizi energetici) nel marzo 2025.

Le accise sono un’imposta, non un onere di sistema: la normativa è il Testo unico delle accise (decreto legislativo 504 del 1995, modificato nel 2025) e la gestisce l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Prevede usi esenti, agevolati o non sottoposti ad accisa.

Che cosa fa EKA per un’impresa energivora

Quando consumi tanto, pochi euro al MWh pesano tanto. Ti togliamo il lavoro di contratti, fatture e agevolazioni: rinegoziamo le forniture, ricalcoliamo ogni fattura voce per voce con Calibra, oneri e accise compresi, e ci facciamo carico delle esenzioni e delle agevolazioni sulle accise. Con il report dei mercati, che mandiamo ogni giorno ai clienti, ti diciamo quando fissare il prezzo. Il servizio per chi consuma · la guida alla fattura dell’energia.

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